• Pasqualino Pietropaolo

Barbera, Champagne e lotta di classe. Buon compleanno Signor G!

Un brindisi a Giorgio Gaber, che chissà cosa penserebbe oggi della Barbera.

Questo 25 gennaio avrebbe compiuto 83 anni quel gran genio di Giorgio Gaber (pseudonimo di Giorgio Gaberščik, milanese di nascita ma triestino di padre, come il nostro nume tutelare Italo Svevo), tra i più importanti e influenti artisti italiani della seconda parte del secolo scorso.

Talento eclettico come pochi (cantautore, commediografo, attore, cabarettista, regista teatrale) e grande coscienza critica del nostro Paese.


Un personaggio che pare non amasse particolarmente il vino - anzi, era completamente astemio - ma che nelle sue canzoni spesso ha parlato del nettare di Bacco, nella sua dimensione più popolare, quotidiana e conviviale.


Un esempio su tutte è la celeberrima Barbera e Champagne (dall’omonimo album del 1972). Per quelli che non la conoscessero, o che non la ricordassero, eccola qui (in coda all'articolo anche il testo completo del brano*).

Come in altre canzoni della prima parte della carriera del Signor G. - pensiamo all'esilarante Trani a gogò - l'ambientazione è quella fumosa e popolare del bar/osteria milanese degli anni '60 (come suggerisce anche il motivo musicale allegro e ritmato, da classica orchestrina di quegli anni).


Gaber ci presenta due uomini solitari accomunati dal dolore per la perdita dell’amore (e che annegano la loro tristezza nel bicchiere), ma che per tutto il resto sono molto distanti: uno è disoccupato e fatalista, l’altro veste elegantemente e fa il direttore all'Onestà (un grande magazzino dell'epoca). Per sottolineare questa distanza sociale, Giorgio Gaber specifica che il disoccupato beve Barbera, mentre l’altro Champagne.

La comune delusione sentimentale mette tuttavia in secondo piano le differenze e i due decidono di trascorrere insieme la serata: brindano, cantano, ballano, discutono di politica e di calcio, fino a quando, all’alba, il barista li butta fuori perché deve chiudere.


Oltre a fornirci un divertente sketch su due delle principali funzioni storicamente attribuite al vino (quello consolatoria, ahinoi, e quella sociale, di aggregazione), questa canzone ci restituisce un'interessantissima analisi antropologica e sociale sul consumo di vino in Italia 50 anni fa, e indirettamente di quanto siano cambiate le cose nel frattempo.


Fino agli anni '70 la Barbera - ottenuta dall'omonimo vitigno, il più diffuso in Italia insieme al Sangiovese - era infatti un vino popolare da trattoria: nostrano, semplice, senza pretese, un po’ rustico, economico e alla portata di tutti. Nell'area piemontese e lombarda, in particolare, per le classi meno abbienti (ma non solo) era il vino per eccellenza. Lo Champagne, invece, era ben altra cosa: un vino costoso per le feste (per chi se lo poteva permettere), elitario, bevanda status symbol e in un certo senso anche "esotica" (come poteva esserlo, ancora negli anni '80, il whisky al Roxy Bar di Vasco Rossi).


Gaber, anche se ironicamente, ci propone una contrapposizione che più "di classe" non si può, quella tra il vino locale del popolo e la bollicina della borghesia cosmopolita.


Oggi, per nostra fortuna, le cose son cambiate, e parecchio, sia per i consumatori che per la Barbera (un po' meno per lo Champagne, che comunque è possibile trovare a prezzi proporzionalmente più accessibili rispetto a qualche decennio fa).

A partire dagli anni '80 abbiamo assistito infatti a una grande rivoluzione nel campo barberista: il lavoro di alcuni importanti produttori (un nome su tutti, Giacomo Bologna) e, sulla loro scia, di tante piccole cantine, ha portato il vitigno/vino principale della viticultura piemontese - spesso considerato il cugino bruttarello e sfigato dei più celebrati Barolo e Barbaresco - a conquistare importanti riconoscimenti, diventando una vera e propria icona dell'enologia italiana nel mondo.


Un vino che grazie alla sua eleganza, sostenuta da una connaturata acidità, e a una straordinaria versatilità gastronomica, è diventato un rosso di caratura internazionale, sempre "popolare" ma anche modernamente "pop". Accanto a versioni più semplici e beverine - e sempre molto ben fatte, va riconosciuto - è possibile trovare oggi proposte di Barbera ben più ambiziose di un tempo, che anche nel prezzo (e di conseguenza nella percezione dei consumatori e dei "direttori" di gaberiana memoria) possono rivaleggiare con alcuni Champagne. La classe operaia che va in paradiso insomma, ma senza dimenticare le sue origini.

E allora brindiamo al ricordo di questo grandissimo artista con una Barbera di quelle goduriose che in certi momenti ti riconciliano con la vita (come piacerebbe ai personaggi delle sue canzoni), la Barbera D'Alba DOC Superiore 2020 di Luigi Pira.


(*) Triste col suo bicchiere di Barbera

senza l’amore al tavolo di un bar

il suo vicino è in abito da sera

triste col suo bicchiere di Champagne.


Sono passate già quasi tre ore

“Venga, che uniamo i tavoli, signor,

voglio cantare e dimenticare

coi nostri vini il nostro triste amor!”


Barbera e Champagne stasera beviam,

per colpa del mio amor, parappapà

per colpa del tuo amor, parappapà.


Ai nostri dolor insieme brindiam,

col tuo bicchiere di Barbera

col mio bicchiere di Champagne!


Com’eran tristi e soli quella sera

senza le donne a un tavolo di un bar.

Longo, Fanfani, Moro e giù Barbera!

Gianni Rivera, Mao e giù Champagne!


“Guardi, stia attento, lei mi sta offendendo!

“Huelà, come ti scaldi, ma va là!

Vieni balliamo insieme questo tango,

balliamo insieme per dimenticar!”


Barbera e Champagne stasera beviam,

per colpa del mio amor, parappapà

per colpa del tuo amor, parappapà.


Ai nostri dolor insieme brindiam,

col tuo bicchiere di Barbera

col mio bicchiere di Champagne!


Colpa di quel barista che è un cretino

c’hanno cacciato fuori anche dal bar!

“Guarda, non lo sapevo, è già mattino,

si è fatto tardi ormai, bisogna andar.”


“Giusto, però vorrei vederla ancora,

io sono direttore all’Onestà,”

“Molto piacere, vede, io per ora…

sono disoccupato ma chissà...”


Barbera e Champagne stasera beviam,

per colpa del mio amor, parappapà

per colpa del tuo amor, parappapà.


Ai nostri dolor insieme brindiam,

col tuo bicchiere di Barbera

col mio bicchiere di Champagne!