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Le Tenute della famiglia Moretti Cuseri sviluppano la viticoltura biologica

L’imprenditore toscano Antonio Moretti Cuseri ha intrapreso già dai primi anni 2000 un percorso di cultura sostenibile e biologica per le tenute in Toscana e Sicilia.

La propensione al biologico è un pilastro fondamentale nei progetti vitivinicoli della famiglia Moretti Cuseri (Tenuta Sette Ponti, in provincia di Arezzo; Orma a Bolgheri, Poggio al Lupo, in Maremma; Feudo Maccari in Val di Noto e Contrada Santo Spirito di Passopisciaro) fin dall'inizio delle attività.

Oggi sono circa 150 gli ettari totali vitati coltivati in regime biologico e le cantine seguono il disciplinare del metodo biologico, attuando pratiche rigorose per quanto riguarda ad esempio i trattamenti termici, l’utilizzo di solfiti, la desolforazione dei mosti o la dealcolazione, garantendo un’alta qualità del vino e conservandone il più possibile le caratteristiche organolettiche.

Nelle cantine toscane e siciliane, la viticoltura biologica si basa su pratiche non invasive e rispettose dell’ecosostenibilità: in ogni fase della coltivazione, a difesa della vigna, per la concimazione fino alla raccolta dell’uva. L’utilizzo di rame e zolfo, ad esempio, avviene attraverso l’ atomizzatore a recupero, strumento che permette il risparmio di oltre il 30% di acqua. Per quanto riguarda la concimazione, vengono impiegate materie organiche come l’humus prodotto da lombrico, composto ottenuto dalla fermentazione del letame in grado di trattenere maggiormente l’acqua e rilasciare le sostanze nutritive più lentamente. Altri concimi naturali, inoltre, arricchiti con azoto, fosforo e potassio, concimi organo-minerali o stallatico recuperato da equini di proprietà e stalle limitrofe rappresentano una parte complementare importante della concimazione che favorisce tra l’altro, nel caso dei rifiuti di stalla, l’ economia circolare. Altra opzione, infine, la concimazione fogliare costituita da estratti naturali che danno supporto alla vite e garantiscono un buon livello di biodiversità.

Per mantenere o aumentare la fertilità del terreno, risultano fondamentali le tecniche agronomiche: tra queste il sovescio, ovvero la semina di piante quali avena, favino, veccia e rafano che arricchiscono il terreno in modo naturale.

Anche il monitoraggio del clima è parte fondamentale di una viticoltura biologica, poiché consente al viticoltore di evitare sprechi e gestire gli interventi in vigna: importante in tal senso l’utilizzo di una centralina intelligente che rileva gli indicatori meteo, indica le generazioni di eventuale malattia e monitora il clima per l’umidità.

Oltre a queste pratiche agronomiche, sono previste altre azioni sostenibili, come: la propensione a compiere il più possibile azioni manuali; il coinvolgimento in vigna di famiglie e lavoratori che provengono dalla campagna e paesi limitrofi; il recupero delle acque piovane sfruttabili nei momenti di siccità, l’introduzione dell'apicoltura che garantisce biodiversità all’ecosistema; la coltivazione seminativa a perdere a favore di allevamenti e della fauna selvatica.