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Affinare il vino sott'acqua? A Portofino si sperimenta

L'area marina protetta di Portofino, in località Cala degli Inglesi, diventa un laboratorio per l'affinamento sottomarino di vini e distillati.

L'attività è gestita da Jamini, strat up nata nel 2018 e sono oltre 20 le tipologie di vini e distillati immersi.

A lanciare questo tipo di affinamento è stato Piero Lugano, titolare della cantina Bisson che invecchia il suo spumante Abissi in mare. Le bottiglie depositate in mare da Jamin sono dotate di un sistema anticontraffazione basato su blockchain che tutela l'unicità della bottiglia.

Il progetto si avvale del supporto tecnico del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie dell'Università di Firenze e dell'Associazione italiana Sommelier.

L'esperienza mira a sviluppare una nuova categoria di prodotti, gli underwaterwines, che secondo gli esperti presentano proprietà organolettiche, di gusto e olfattive diverse e sorprendenti rispetto ai vini affinati nelle tradizionali cantine terrestri.

Tra i prodotti immersi si trovano vini fermi bianchi, rossi, rosati e fortificati, spumanti, spirits e liquori. Tra le etichette Tenuta Campo al Signore Bolgheri, Niasca Portofino Vermentino dal Monte di Portofino DOC, La Cappelletta Portofino DOC della Duchessa di Westminster Natalia Grosvenor, Piero Dry Gin, Francesco Intorcia Marsala, Primaterra Vini dell'Etna.

L'obiettivo è quello di aprire cantine subacquee in tutta Italia. "La cantina di Portofino, nata grazie anche alla fiducia riposta in Jamin dall'Area Marina Protetta, da oggi diventa un prezioso laboratorio", dice Emanuele Kottakhs, Ceo di Jamin Portofino Underwater Wines.