• Redazione

La nuova cantina di Pio Cesare rimane in centro ad Alba

Fondata nel 1881, è una delle cantine più storiche delle Langhe.

photo credit: piocesare.it

Pio Cesare, giunta alla quinta generazione, non ha mai smesso di raccontare il suo territorio attraverso la produzione artigianale dei suoi vini e in particolare attraverso il Barolo Pio e il Barbaresco Pio, etichette-icona dell'azienda da oltre 140 anni a conduzione familiare.

Il Barolo Pio 2018 e il Barbaresco Pio 2018, presentati a Roma, aggiungono un capitolo importante alla coerenza di questa storia di vino. "La 2018 è una vendemmia di grande qualità: una delle annate più vicine al concetto di tradizione e classicità del Barolo degli ultimi decenni. Alla natura non si poteva davvero chiedere di più", sottolinea Federica Boffa Pio, giovanissima produttrice al timone dell'azienda di famiglia dal 2021 che annuncia l'avvio del cantiere per l'ampliamento della cantina dal prossimo anno.

"Dal 1881 lavoriamo in questa struttura a quattro piani nel cuore della città di Alba, dove rimarremo ma in spazi più ampi e funzionali - annuncia - mantenendo pari produzione di bottiglie, circa 420mila l'anno di cui 60mila a Barolo. Un ulteriore passo verso l'innovazione, due anni fa siamo già usciti dalla nostra comfort zone acquisendo due ettari di vigneti sui Colli Tortonesi per produrre Timorasso. E' un progetto a lungo termine pensando a un Timorasso longevo, atto a lungo invecchiamento".

La quinta generazione dell'azienda, composta proprio da Federica e dal cugino Cesare Benvenuto Pio, sembra avere le idee molto chiare sulla filosofia di produzione. "Siamo proprietari di circa 75 ettari di vigneti situati in posizioni di grande pregio nelle Langhe (come ad esempio a Treiso e San Rocco Seno d'Elvio nella zona del Barbaresco e a Serralunga d'Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Novello e Monforte d'Alba nella zona del Barolo) e il nostro obiettivo è rispettarli nella loro singolarità e rappresentarli nel loro insieme, fondendo le caratteristiche di ciascuna zona. L'idea è produrre eccellenze di voci collettive. Questo ci consente di produrre vini veramente "completi" , austeri ed assolutamente fedeli e rappresentativi dello stile dell'intera appellazione del Barolo e Barbaresco. Le uve di Nebbiolo vengono raccolte rigorosamente a mano e prende il via una strategia aziendale di valorizzazione dei cru: il Barolo Mosconi sarà il nuovo lancio, una produzione ridotta, circa 5mila bottiglie, che immaginiamo di espressione e stile femminile".