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Nasce il Consorzio Suvereto e Val di Cornia Wine

Ne fanno parte 27 aziende che rappresentano quasi la totalità della produzione.

A guidarlo è Nico Rossi, presidente eletto del Consorzio costituitosi lo scorso 11 settembre; circa 850 ettari vitati che riuniscono le tre denominazioni che insistono sulla zona: Suvereto Docg, Rosso della Val di Cornia Docg e Val di Cornia Doc.

Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese i tre principali vitigni a bacca rossa della zona, che coprono circa il 70% del vigneto, cui si affiancano non trascurabili porzioni di Cabernet Franc (6%), Petit Verdot (6%) e Syrah (5%). Importante è anche la presenza del Vermentino, che copre il 7% del vigneto locale e l`80% delle superfici a bacca bianca.

"Si tratta di vitigni introdotti a inizio Ottocento da Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella dell`imperatore, la quale, nel periodo in cui resse il Principato di Lucca e Piombino realizzò in zona un vigneto da coltivare all'uso di Bordeaux. Il potenziale produttivo della zona - precisa Rossi - supera i 4 milioni di bottiglie, in larga misura rivendicate come Igt. Ciò significa che una delle prime sfide sarà quella di spostare una fetta importante della produzione verso le Denominazioni di Origine tutelate: l'obiettivo che ci poniamo nel prossimo biennio è di superare quota un milione di bottiglie rivendicate".

Per riuscirci il Consorzio punta a una valorizzazione complessiva della Val di Cornia, ultima propaggine meridionale della provincia livornese. Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana e assessora all'agroalimentare che ha seguito lo sviluppo della pratica di riconoscimento del Consorzio ha ricordato: "come Giunta sosteniamo tutte le produzioni di qualità che siano in grado di qualificare ancora meglio la nostra regione agli occhi del pubblico internazionale. Per farlo c'è bisogno di forme stabili di associazione, di cui questo Consorzio e' un esempio. In tal senso - ha concluso - si spiega anche il recente bando per la promozione sui mercati intra-Ce dei prodotti a Denominazione, che, nello stanziare la cifra record di 5.479.000 di euro, vuole sottolineare l`importanza di una valorizzazione congiunta dei prodotti e relativi territori".