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Profumi di Mosto: venti cantine aperte in Valtènesi

Domenica 16 ottobre torna come da tradizione la grande festa di fine vendemmia.

Si rinnova l’appuntamento con Profumi di Mosto, ormai storico evento enogastronomico arrivato al considerevole traguardo della ventunesima edizione. In programma una lunga domenica d’autunno sulla riviera del Garda bresciano all’insegna di due parole chiave: esperienze ed emozioni, ad intercettare le tendenze che contraddistinguono ormai sempre più chiaramente il mondo dei “winelover” e dei turisti del vino.

In totale saranno 20 le cantine aderenti, tre in più della scorsa edizione, per un suggestivo itinerario di profumi e di colori che da Pozzolengo si snoda fra i comuni rivieraschi di Moniga, Manerba e Padenghe passando per i borghi dell’entroterra come Lonato, Calvagese, Muscoline, Puegnago e Polpenazze: per l’intero arco della giornata, ogni azienda proporrà un’esperienza che prevede visita guidata e degustazione di almeno tre vini o annate di uno stesso prodotto, con un abbinamento gastronomico.

Un Banco d’Assaggio sarà organizzato all’interno della Casa del Vino a Villa Galnica di Puegnago, dove saranno presenti le etichette di dieci cantine e dove sarà anche possibile acquistare direttamente le bottiglie.

Ogni visitatore potrà quindi costruirsi il proprio percorso consultando l’intenso cartellone di appuntamenti. In degustazione tutta la gamma delle tipologie tutelate dal Consorzio Valtènesi, dai vini rosa e rossi prodotti con l’autoctono Groppello fino al bianco San Martino della Battaglia, che nasce da uve Tuchì. Il tutto in abbinamento a proposte food di vario genere: dalle tipicità del territorio fino a piatti realizzati in collaborazione con i cuochi dei ristoranti della zona.

Per noi Profumi di Mosto rimane senza dubbio un momento di promozione estremamente significativo – afferma il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago -. Senza dubbio l’occasione migliore per approfondire la conoscenza del territorio e dei suoi vini in una chiave esperienziale attraverso il contatto diretto con i vignaioli ed il frutto del proprio lavoro”.