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Il mondo del vino italiano si ribella a Nutriscore

Gli ideatori del Nutriscore vorrebbero indicare come pericolose per la salute tutte le bevande che contengono alcol indipendentemente dalla quantità.

Coldiretti boccia la proposta di Serge Hercberg, uno degli ideatori del sistema Nutriscore (ne abbiamo già parlato qui), di aggiungere alla serie di colori e lettere una F nera su tutte le bevande alcoliche indipendentemente dalla gradazione al fine di evidenziarne la pericolosità per la salute. La proposta "mette in pericolo anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy, con l'Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale". Secondo Coldiretti "è del tutto improprio assimilare l'abuso di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità ed a più bassa gradazione come la birra e il vino che in Italia è diventato l'emblema di uno stile di vita "lento", attento all'equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all'assunzione sregolata di alcol".

Il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, definisce folle la proposta. "Vorrei sapere cosa pensa Macron dell'ultima proposta lanciata dagli ideatori del Nutriscore, che adesso suggeriscono di mettere addirittura una F nera a tutte le bevande che contengono una quantità anche minima di alcool. Il presidente francese è d'accordo?" si domanda Centinaio. "Siamo davanti all'ennesima follia di un'etichetta che già promuove cibi ultra processati, penalizzando invece alimenti naturali e salutari come l'olio evo, o eccellenze dei territori come i prodotti a denominazione d'origine, senza tenere in considerazione le quantità consumate. Il vino, in Francia così come per noi, è espressione di cultura e dei territori, è parte della Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco oltre che una voce importante dell'economia italiana che nel 2021 ha fatto registrare cifre da record, superando i 7 miliardi di euro di export. Va promosso un consumo moderato e consapevole, non discriminato in modo ottuso un intero settore", conclude Centinaio.

"Ora abbiamo veramente superato ogni limite. Serve un chiarimento a livello politico considerato che il logo Nutriscore è nella titolarità dell'Agenzia nazionale della sanità pubblica francese". Lo ha dichiarato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, dopo l'ultima presa di posizione di Hercberg. "Il limite più evidente del sistema Nutriscore è quello di classificare gli alimenti sulla base di un algoritmo che ignora completamente le quantità che sono normalmente consumate - sottolinea Giansanti - nel caso specifico dei vini non si fa alcun riferimento alla differenza che passa tra abuso e consumo moderato. La contrapposizione tra Nutriscore e Dieta Mediterranea è evidente e insanabile. Non a caso la nostra posizione è pienamente condivisa dai produttori di olio d'oliva in Spagna e da quelli di formaggi in Francia".