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Il progetto sociale di Marinella Camerani

  • Immagine del redattore: Paolo Valente
    Paolo Valente
  • 11 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Dal Filare al Vino: il progetto sociale di Marinella Camerani insieme alla Cooperativa Sociale l'Officina per l'inserimento nel mondo lavorativo di ragazzi disabili.

Il progetto sociale di Marinella Camerani

Marinella Camerani è un’affermata vignaiola della Valle di Mezzane, in Valpolicella. Produce i vini tipici del territorio e ha fatto della sostenibilità la sua filosofia di vita. Una sostenibilità a tutto tondo che si sviluppa in differenti espressioni. Innanzitutto, quella ambientale, con l’applicazione dei principi dell’agricoltura biodinamica, ma anche la sostenibilità sociale e l’impegno per il territorio nel quale vive.

Marinella incontra Emanuele Germinasi, direttore della Cooperativa Sociale l’Officina dell’Aias (associazione Italiana Assistenza Spastici) di Verona in una serata di beneficenza e, dopo un po’ di chiacchiere, esclama “io ha un posto magico dove potremmo realizzare tante belle cose insieme”.

Il luogo magico è il Podere Castagnè, 14 ettari in altura, e dal pensiero si passa ai fatti: nasce il progetto “dal filare al vino”, fare un vino insieme. I ragazzi che sono seguiti dalla Cooperativa vengono coinvolti nelle attività di gestione del vigneto e di vinificazione: dalla pulizia del verde alla vendemmia, dalle operazioni di cantina a quelle di imbottigliamento e di confezionamento.   Si mette in atto così un progetto di inserimento lavorativo in ambiti normalizzanti come la Cooperativa persegue da vent’anni.

Nasce il Valpolicella DOC Mangiabottoni 2024. Il nome porta in sé l’anima un po’ stravagante dei ragazzi che la Cooperativa segue ed in particolare quella di Fabio che staccava i bottoni dai vestiti per mangiarseli.

La speranza e il nostro obiettivo – dice Marinella – sono che la Cooperativa, al crescere dell’interesse e delle competenze delle persone con disabilità anche in ambito vitivinicolo, possa in futuro considerare Podere Castagnè un vero e proprio laboratorio occupazionale aumentando la presenza dei ragazzi in azienda”.

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