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Punto e Basta!

In un nuovo documentario il vivaista Francese Lilian Bérillon e Grandi Vignaioli lanciano un grido di allarme

Anselme Selosse, Jean Louis Chave, Peter Sisseck, Lalou Bize Leroy Grandi nomi del vino si uniscono al vivaista francese Lilian Bérillon per lanciare un grido d'allarme nel nuovo documentario intitolato UN POINT C’EST TOUT ! (Punto e basta!) che è uscito ufficialmente l'8 febbraio 2024 ed è visibile su YouTube(R).

La constatazione è allarmante: molti dei grandi vini del mondo, dal gusto unico, stanno affrontando una morte lenta, un vero deperimento del vigneto ancora poco conosciuto. La colpa non è del riscaldamento climatico che ne è solo la causa, ma di una pianta che manca crudelmente di diversità, una pianta prodotta in modo industriale e incapace di invecchiare, ma anche una pianta che non è ancora considerata come si deve da molti vignaioli. I 52 minuti di questo documentario apportano importanti elementi di risposta agli interrogativi su questo tema.

Lilian Bérillon: "Con questo documentario volevo promuovere l'apertura di un percorso che mettesse in luce il funzionamento e l'opacità di tutta la professione dei vivaisti viticoli che deve rimettersi in discussione. Forte della mia esperienza, voglio usare il pugno di ferro dando voce alle aziende viticole e alle Maison de champagne che il nostro vivaio accompagna da molti anni. Donne e uomini convinti come noi di fare la scelta giusta lanciando oggi sul mercato un nuovo modello di pianta."

Da oltre vent'anni Lilian Bérillon viaggia in tutto il mondo per apportare soluzioni al fenomeno crescente incontrato da un numero sempre maggiore di vignaioli, quello del deperimento della vite. Questo documentario li vede combattere la stessa battaglia: tutti concordano nel dire che il mondo viticolo ha sbagliato strada ed è urgente cambiare le cose sin da oggi, per non correre il rischio di vedere scomparire a lungo andare il gusto dei grandi vini.

C'è «ancora speranza» come osserva Jean Louis Chave (Domaine Jean Louis Chave, valle del Rodano), però il tempo stringe perché ogni anno muoiono sempre più viti ancora molto giovani. Un vero e proprio dramma quando si sa che sono le vecchie vigne «di almeno 40 anni», come ricorda Lalou Bize Leroy (Domaine Leroy, Borgogna) che fanno i grandi vini.

La sua passione per il vino e le sue convinzioni hanno portato Lilian Bérillon a interpellare un gruppo di vignaioli, una sommelier, un ristoratore, uno scienziato per associarli a questa causa. Hanno accettato tutti di sostenere questo impegno nei confronti del ringiovanimento del vigneto che indebolisce pericolosamente la nozione di grandi vini del territorio. Le testimonianze sono chiare, molto ricche e talvolta commoventi. Possono disturbare, stravolgono alcuni codici. Ma il messaggio principale è pieno di speranza, è incentrato sul futuro, su selezioni massali e vini contemporanei per finire sulla nozione essenziale di "trasmissione".

Più di un semplice documentario, UN POINT C’EST TOUT ! (Punto e basta!) è il racconto dell'esperienza vissuta da vignaioli che si trovano ad affrontare problemi ricorrenti nel loro vigneto e che hanno trovato soluzioni, stimolanti prospettive di avvenire per le generazioni future. Un interrogativo sulla nozione del tempo nei processi decisionali, sul bisogno di equilibrio e di diversità nonché sulla visione a lungo termine di un'azienda vinicola. Una vera e propria fonte di ispirazione e di speranza per tutte e tutti coloro che vogliono seguire le tracce di queste grandi aziende vinicole che hanno fatto la storia con i loro vini diventati emblematici.

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