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VinoVip Cortina: la parola ai grandi del vino

Immagine del redattore: Redazione
Redazione
26min
Tempo di lettura: 2 min

Quattro grandi interpreti del mondo del vino si raccontano dal palco di VinoVip Cortina.

VinoVip Cortina

L’occasione è stata quella di VinoVip Cortina 2026, la manifestazione organizzata dalla rivista Civiltà del Bere che ha riunito su un unico palco quattro grandi interpreti del mondo del vino in Italia.

Piero Antinori, presidente onorario di Marchesi Antinori, Sandro Boscaini, presidente e AD di Masi, Angelo Gaja, il re del Barbaresco, e Fausto Maculan, vulcanico fondatore dell’omonima azienda di Breganze, sono stati intervistati da Alessandro Torcoli, direttore della rivista che li ha stimolati chiedendo loro di raccontare un momento di crisi cha hanno incontrato nella loro lunga carriera.

Piero Antinori racconta di quando aveva sei anni. Siamo alla fine della guerra. Lui bambino ricorda di una telefonata ricevuta in casa con la quale venivano informati come in cantina fosse successo qualcosa di problematico. Arrivati a 100 metri di distanza iniziarono a sentire un forte odore di vino. I tedeschi in ritirata avevano mitragliato le botti. Bisognava ricominciare da zero.

Sandro Boscaini invece ricorda i momenti di scoramento e preoccupazione negli anni del metanolo. Non che questo riguardasse la sua azienda perché il metanolo non ha coinvolto i veri viticoltori, ma per il parallelismo che si voleva creare tra chi faceva il vino con le proprie uve e chi invece credeva nel vino come prodotto.

Angelo Gaia esprime una considerazione più generale notando come il presente del mondo del vino sia un po’ confuso. Come diceva Prezzolini “Tutto il male dell’Italia proviene dalla Anarchia ma anche tutto il bene”. E i viticoltori possono fare meglio: è venuto il momento di produrre meno e meglio. Occorre ridurre la sovrapproduzione e ridare dignità ai vini da tavola eliminando il far-west così come è stato fatto con la costituzione delle Denominazioni.

Fausto Maculan ricorda con il sorriso il suo primo Vinitaly nel 1975 e come fosse difficile raccontare il territorio di Breganze. Quell’anno ricevette solo tre ordini: uno fatto dall’hotel in cui soggiornava, uno dal ristorante nel quale cenava e un terzo durante la fiera. Ricorda anche come poi il lavoro fosse diventato interessante parlando e coinvolgendo le persone giuste.

Alessandro Torcoli rivolge ai suoi interlocutori una domanda che li interpella dal punto personale, di genitori: qual è il suggerimento che date ai vostri figli, quel “mi raccomando…”

Antinori: Noi abbiamo lavorato molto ma ci siamo molto divertiti, questo è un mestiere che consentite di lavorate seriamente ma anche di divertirsi.

Boscaini: Andate, fate in fretta ma con calma.

Gaia: Te l’avevo detto.

Maculan: Continuate a fare bene senza perdere dei colpi. Fare bene quello che abbiamo sempre fatto e date un occhio alle banche.

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