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Cagnulari, identità sarda

Immagine del redattore: Paolo Valente
Paolo Valente
10 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Austero e tannico, il Cagnulari ha un carattere che richiede tempo per esprimersi.

Cagnulari
photo credeit: bevisardo.it

Il vitigno Cagnulari (o Cagliunari come è conosciuto ad Alghero), è una varietà a bacca nera autoctona della Sardegna che viene coltivato con sistema ad alberello sardo o basse controspalliere.

Le sue origini sono incerte ma alcune somiglianze con il vitigno Bovale fanno ipotizzare una comune origine spagnola e quindi che sia stato introdotto durante la dominazione.

La sua zona di coltivazione è limitata alla provincia di Sassari, tra Usini – il vero epicentro – e Alghero e la Romangia dove i terreni sono calcarei di origine neolitica e il microclima particolare. Oggi sono circa 260 gli ettari vitati mentre negli anni Sessanta erano oltre 1800. Sono stati pochi i produttori che hanno creduto al Cagnulari e lo hanno salvato dall’oblio, primo fra tutti Giovanni Maria Cherchi che ha investito sulla varietà iniziando un’opera di recupero e valorizzazione.

Le caratteristiche

Il Cagnulari ha una buona vigoria e la sua produzione è costante e abbondante. Non ama le temperature elevate e un eccesso di esposizione ai raggi solari. Soffre di marciume se le precipitazioni sono troppo abbondanti. Può essere efficacemente coltivato in regime biologico se i vigneti sono ventilati. Il grappolo è compatto e di medie dimensioni; gli acini sono tondi con la buccia spessa e di colore blu scuro; è ricca di pruina e dalla maturazione tardiva.

Il vino

Il vino che produce è di un colore brillante sui toni del rubino intenso con riflessi violacei. I profumi sono altrettanto intensi e rimandano ai frutti di bosco maturi e alla confettura, alle note speziate e balsamiche di mirto e macchia mediterranee. Al sorso si presenta strutturato, con tannini importanti che con il tempo e una eventuale sosta in legno si ammorbidiscono; il lungo finale riporta una nota amaricante. Grazie alle sue caratteristiche, in passato, veniva utilizzato soprattutto in taglio con vini meno corposi; oggi sono numerose le produzioni in purezza. Si abbina egregiamente alla cucina tradizionale sarda: le carni arrosto, i salumi e i formaggi stagionati.

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