La rinascita dei Bianchi di Sicilia non è solo mercato

Le produzioni dei Bianchi di Sicilia sono sempre più diffuse e apprezzate e i motivi non riguardano solo il gusto e le richieste del mercato. La manifestazione organizzata da Ais a Catania lo dimostra.

Nonostante la grande “tirannia” del nero d’Avola, il re dei vitigni siciliani, presente in molteplici espressioni praticamente in tutti gli angoli dell’isola, la Sicilia possiede da sempre una grande anima bianchista, che negli ultimi anni sta venendo fuori sempre più.
Il riscatto dei Bianchi di Sicilia: oltre le esigenze di mercato
Se inizialmente si poteva parlare di tendenza ormai ciò è divenuto realtà, con aziende vitivinicole che puntano sempre più su catarratto, grillo, carricante, inzolia, moscato, giusto per citare i più diffusi. Il motivo? Sicuramente le richieste del mercato, sempre più interessato alle freschezze e alle acidità. Ma c’è di più nel riscatto dei Bianchi di Sicilia nel corso dell’ultimo decennio: la voglia di riscoprire uve che da sempre, o quasi, hanno caratterizzato l’isola, passate in secondo piano per via di una sudditanza nei confronti del vino rosso.
Carricante e catarratto: due esempi di riscatto
Per comprendere la rinascita dei bianchi siciliani, portiamo l’esempio dell’Etna, il fenomeno enologico che dura da quasi 20 anni ormai e che ha piantato le sue basi sui tannini e sull’eleganza del nerello mascalese. In base ai dati diffusi nel 2025 da Cronache di Gusto, la produzione di bianco sull’Etna nel 2025 è stata di quasi 18 mila ettolitri di vino contro i 17 mila ettolitri dei rossi, segno di un nuovo corso per la produzione di vini etnei. Senza contare anche il contemporaneo riscatto del catarratto, il vitigno bianco più coltivato sull’isola, spesso bistrattato che da alcuni anni sta riscuotendo grandi entusiasmi fra esperti e appassionati.
Bianchi di Sicilia: a Catania boom di presenze per la manifestazione dell’Ais
La nuova vita bianchista del vino siciliano è impossibile da ignorare tanto che AIS Sicilia, in particolare la delegazione di Catania, da quattro anni ha dato vita a una manifestazione che si chiama appunto “Bianchi di Sicilia”: non una celebrazione delle produzioni bianche dell’isola ma un vero e proprio momento di riflessione e scoperta dedicato proprio ai tesori in bianco dei produttori.
L’edizione 2026 ha registrato numeri di partecipanti da record: 2500 presenze, 130 cantine, oltre 700 etichette in degustazione e tre masterclass che hanno riempito per due giorni il centro storico di Catania.
Di grande fascino anche il concorso enologico, che ha visto esperti del settore assaggiare i vini provenienti da tutta la Sicilia per assegnare dei riconoscimenti, oltre al Premio della Giuria Popolare che ha visto proprio il pubblico assegnare il premio, andato a Cantine Sava, azienda dell’Etna.




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