Carema DOC

Sulla sinistra orografica della Dora Baltea sorge Carema, una fertile conca a ridosso delle montagne e al riparo dai venti freddi.

Qui, grazie anche al clima mite e all’esposizione a sud-ovest, la viticoltura ha trovato un ambiente ideale per svilupparsi nel corso dei secoli forte di un passato millenario.
La storia
Il vino di Carema, già nel 1539 era definito dal bottigliere di Papa Paolo III Farnese “un’ottima e perfetta bevanda da Principi e Signori”. Più tardi, nel XVI secolo, il trattato “De Vinis Italiae” menzionava il Carema come vino servito alla mensa dei Papi e dei duchi di Savoia e che era “vin d’arrosto” per i Reali di Francia. Molto più recentemente, Mario Soldati lo ha definito “forte e simpatico come un gusto di sole e di roccia”.
la Denominazione
La Doc Carema è stata istituita nel 1967 e prevede, come base ampelografica il nebbiolo in quantità minima all’85%. Due sono le tipologie: il Carema, che deve avere un periodo di maturazione minimo di 24 mesi di cui almeno 12 in botti grandi di rovere o castagno, e il Carema Riserva, che deve maturare per almeno 36 mesi di cui almeno 12 in botti grandi di rovere o castagno.
La zona di produzione è limitata la solo comune di Carema ad un’altitudine compresa tra i 300 e i 600 metri ed è caratterizzata dalla forte pendenza dei vigneti che sono sostenuti da terrazzamenti coltivati a Pergola Caremese, pergole sostenute dai tipici pilun in pietra e calce. La resa massima in uva è di 80 quintali per ettaro.
La superfice attualmente vitata non supera i 30 ettari, in recupero rispetto al punto minimo storico raggiunto nel 2014 con soli 12 ettari ma ancora nettamente inferiore a quanto presente nel XIX secolo con circa 350 ettari.
Il vino
Il vino prodotto è di colore rosso rubino con riflessi che virano al granato, tipico della varietà. Il profumo rimanda a quello della rosa macerata e al sorso risulta morbido, vellutato, di buona struttura e particolarmente longevo. Si abbina efficacemente a secondi piatti di carne, arrosti, selvaggina o formaggi stagionati.
Un percorso turistico tra i vigneti della lunghezza di poco meno di quattro chilometri consente al turista di attraversare il territorio alla scoperta dei suoi vigneti arroccati sulla montagna e di alcuni monumenti che punteggiano il paesaggio.




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