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Enantio, antico vitigno veronese

Immagine del redattore: Paolo Valente
Paolo Valente
11 minuti fa
Tempo di lettura: 1 min

Vitigno a bacca rossa dalla storia antica, l’Enantio oggi rappresenta il simbolo della Terra dei Forti.

Enantio
Photo Credit: WineCoulture.it

Conosciuto anche con il nome di Lambrusco a Foglia Frastagliata, l’Enantio è un vitigno a bacca rossa autoctono del veronese, territorio nel quale, trova il suo principale e quasi unico areale di diffusione. Infatti, è coltivato quasi esclusivamente nella Terra del Forti, tra il monte Baldo e la Lessina. Siamo in bassa Vallagarina e nei comuni che seguono il percorso dell’Adige fino alla chiusa di Affi. È sporadicamente presente anche sulle colline del basso lago di Garda e in Emilia-Romagna.

Fino a pochi anni fa questo vitigno era erroneamente ricondotto alla famiglia dei Lambruschi (anche in concordanza con il nome) anche se non ha nulla a che vedere con le uve lambrusche. Sebbene la sua storia sia antichissima, solo nel 1991 ha avuto inizio un progetto di valorizzazione dell’Enantio con la richiesta d’iscrizione al Catalogo nazionale delle varietà di vite a uva da vino.

La storia

Il primo a parlarne fu lo storico romano Plinio il Vecchio che nel suo Naturalis historia, riferendosi alle viti selvatiche e coltivate, lo cita: “La brusca: hoc est vitis silvestris, quod vocatur oenanthium”.

Bisognerà poi attendere fino al 1596 quando in un manuale agricolo viene citato “L’uva di questa zona viene chiamata brusca, ideale per vini enantini”.

Il vino

L’Enantio è un vitigno vigoroso che, se lasciato esprimere liberamente, dà origine ad un vino dal medio corso, semplice e asprigno. Se invece la sua vigoria viene contenuta, il vino che se ne ricava presenta un carattere deciso, con una buona persistenza e dall’intrigante acidità. Qualora invece

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