• Pasqualino Pietropaolo

Guida definitiva al Vinitaly per principianti (ma non solo)

I nostri consigli utili per affrontare al meglio la grande fiera del vino dopo due anni di pandemia e godersi al meglio Verona e il fuorifiera!

Una delle fiere del vino più importanti del mondo, in una delle città più belle dell'universo conosciuto. Serve altro per non mancare all'appuntamento con Vinitaly (10-13 aprile)? Dopo la nostra presentazione dell'attesissimo evento, ecco per voi alcuni consigli pratici per chi è al primo Vinitaly, ma utili anche per che ci è già stato ma ripete sempre gli stessi errori e per chi si fosse dimenticato "come si fa" dopo due anni di pandemia.


Come arrivare (e come ripartire)

Per chi vuole fare una visita in giornata, il treno - quando possibile - è sempre la scelta migliore. Non solo perché è l'opzione più green, ma anche quella più saggia, visto il traffico dei giorni di fiera e i rischi del mettersi alla guida dopo una intensa giornata di assaggi. Tra l'altro la stazione è collegata alla fiera da un servizio navetta molto comodo e gratuito (e a piedi ci vogliono solo 20 minuti). Per chi conta di farsi invece almeno un paio di giorni di fiera si vada al punto successivo.

Dove dormire

Verona è una delle mete turistiche più gettonate del nostro Paese, e di base il costo di un pernottamento è abbastanza alto (eufemismo). Nei giorni del Vinitaly non ne parliamo, ammesso che riusciate a trovare una sistemazione. Se siete automuniti il nostro consiglio è di optare per una sistemazione fuori città: il Lago di Garda, la Valpolicella, la zona di Soave e quella di Valeggio sul Mincio non mancano di strutture ricettive e offrono inoltre la possibilità di conoscere altri angoli di questo bellissimo territorio. Se siete senza auto, la soluzione migliore potrebbe essere scegliere una località di quelle citate sopra ben collegata coi mezzi pubblici o valutare un affitto breve (magari da condividere coi vostri compagni di bevute) tramite conoscenti o attraverso le ben note piattaforme online.

Gestire gli assaggi in fiera

Un breve decalogo per vivere al meglio questa Disneyland del vino (e soprattutto per non andare ko dopo un paio d'ore):

1. Quando non state bevendo indossate la mascherina, che la pandemia non è finita.

2. Nei padiglioni della fiera farà caldo, e il vino non migliora la situazione. Vestitevi di conseguenza (il famigerato abbigliamento "a cipolla" della gita delle medie) e ricordatevi di indossare scarpe comode (qui ci rivolgiamo soprattutto alle donne), c'è tanto da camminare e sedersi non è facile.

3. Anche se la tentazione è forte e la vostra sete di conoscenza è inestinguibile non potrete assaggiare tutte le etichette di oltre 4.400 produttori da 19 nazioni. Quindi procuratevi una mappa e l'elenco degli espositori e fatevi un programma di massima prima di entrare nel Paese dei balocchi. Una volta varcati i tornelli d'ingresso sarà facile smarrire la retta via, col rischio di trovarsi a sera completamente devastati o, al contrario, aver assaggiato solo i vini bianchi della Valle d'Aosta, e nemmeno tutti (che poi sono eccezionali, ma magari volevate farvi un'idea un po' più ampia della produzione vinicola mondiale).

4. Collegato al punto precedente: a seconda dei vostri interessi e del numero di giornate che passerete al Vinitaly, studiatevi dei percorsi territoriali (chesso', Nebbioli del Piemonte, rossi frizzanti dell'Emilia, vini dell'Irpinia, Montepulciano d'Abruzzo vs Vino Nobile di Montepulciano) o tematici (bianchi a base Vermentino, Metodo Classico del Nord Italia, vini premiati dalla vostra guida di riferimento, solo bottiglie sopra i 30 euro) e iniziate da quelli per poi eventualmente assaggiare altro. Ovviamente l'illuminazione è sempre dietro l'angolo ("Siamo al padiglione della Calabria e non proviamo il Greco di Bianco?"; "Ah, che vino la Tintilia del Molise!"), ma ricordatevi che il genio "è fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione" (Amici Miei insegna), quindi fate una puntatina e poi tornate al vostro programma.

5. Il tempo è sempre la nostra risorsa più scarsa, nella vita come al Vinitaly. Non perdete mezz'ora per fare la fila dai produttori più importanti o di grido, tanto - a meno che non siate ammanicati o grandi amici - non assaggerete mai i loro vini più prestigiosi. Meglio prediligere le cantine piccole o meno famose - ma altrettanto valide -, che magari avranno anche più tempo per darvi retta e vi faranno assaggiare il meglio della loro produzione.

6. Siate curiosi. Non sarete mica venuti fino a Verona per assaggiare vini che già conoscete, addirittura della vostra regione? Suvvia, non siate provinciali e approfittatene per esplorare territori diversi. E non siate nemmeno nazionalisti: c'è un intero padiglione dedicato ai vini esteri, quando vi ricapiterà?

7. Parola d'ordine, in questa come in altre manifestazioni: "sputare". Sappiamo che molti inorridiscono al solo pensiero, ma è una questione di mera convenienza. Più sputerete, più vini assaggerete (e li assaggerete meglio), pensateci. Se proprio non volete e non sapete farlo, per lo meno abbiate l'accortezza di usare le sputacchiere o i secchi - presenti in ogni stand - per versarci il vino rimasto nel bicchiere dopo un piccolo sorso o due. Si non caste, tamen caute ("Se non castamente, almeno con cautela"), raccomandavano ai religiosi nel Medioevo. Nessuno si offenderà, tranquilli. Sarebbe inoltre buona regola non mescolare troppo, e di stancare le nostre papille in modo graduale: prima parte della giornata (o primo giorno, per i più fortunati) dedicata ai bianchi e alle bollicine, per poi passare ai rosati, ai rossi e infine ai vini dolci e fortificati. Non sarà facile, perché molti produttori vi proporranno di assaggiare tutta la loro linea, ma almeno cercate di non iniziare la mattinata con gli Amarone o i Marsala.

8. Non pensate che ai banchi troverete un'ampia offerta di stuzzichini da aperitivo: qui vige la feroce dittatura dei grissini e dei taralli, quando vi va bene. Prevedete quindi una sosta ristoratrice in un dei tanti bar o ristoranti disseminati per la fiera oppure, meglio, portatevi qualche panino, se volete evitare le code e ottimizzare i tempi. Vi diamo anche una dritta: in concomitanza del Vinitaly si svolge la fiera dell’olio e dell'agroalimentare di qualità (Sol&Agrifood), dove assaggiare tanta roba buona.

9. Siate educati. I produttori sono lì per lavorare, e gli altri visitatori sono principalmente operatori del settore, ristoratori e distributori. Non è bello arrivare alticci a uno stand, pretendere subito la bottiglia migliore o tediare una persona con mille domande saccenti. Ponetevi sempre con umiltà e lasciatevi piuttosto guidare da chi vi sta servendo il vino.

10. Ricordatevi infine di bere anche tanta acqua, che fa sempre bene e rinvigorisce le vostre capacità degustative.

L'aperitivo

Dopo una giornata passata ad assaggiare vini magari le vostre papille avrebbero bisogno di riposare. Ma voi siete qui in missione per conto di Bacco e il Vinitaly è anche convivialità: sarebbe un gran peccato non farsi un giretto in centro a Verona, dove in questi giorni si respira un bel clima di festa (si veda al riguardo anche il ricco programma di Vinitaly and The City 2022, il fuorisalone dell'evento scaligero).

I locali dove bersi un buon bicchiere di vino - finalmente seduti e senza sputarlo - non mancano, qui siamo in una civilissima terra di infaticabili bevitori che hanno fatto del goto (il bicchiere) uno stile di vita. Oppure potete concedervi uno spritz per rinfrescare la bocca e la mente, siamo pur sempre in Veneto e certe liturgie vanno rispettate.

Noi vi segnaliamo due istituzioni cittadine. La prima è l'Osteria Sottoriva (Via Sottoriva 9/a), storica locanda vicina al centro ma lontana dal caos, sotto i portici di una delle strade più caratteristiche della città. Bella proposta al calice di vini del territorio, da accompagnare con salumi, polpettine di carne e uova sode. L'altra è l'Antica Bottega del Vino (Via Scudo di Francia 3), che sarebbe un ristorante con una delle più prestigiose carte dei vini d'Italia, ma dove è possibile anche farsi un bicchiere e un piattino al bancone.

Dove cenare

In Veneto è davvero difficile mangiare e bere male, a Verona in particolare: una clientela molto esigente e la serietà dei ristoratori hanno operato un severissima selezione darwiniana, e a parte qualche locale turistico nelle zone più affollate l'offerta è mediamente di buon livello e a prezzi corretti. Ricordatevi però di prenotare con un certo anticipo, nei giorni del Vinitaly la città è una bolgia.

Per assaggiare i piatti tipici della cucina scaligera in un ambiente tranquillo una tappa d'obbligo è Al Bersagliere (via Dietro Pallone 1, a due passi dall'Arena), tempio della pasta e fagioli, dei bigoli, del baccalà con polenta e della pastissada de caval, con una cantina fenomenale e visitabile che risale al 1200. Se invece amate ambienti più di tendenza un ottimo indirizzo è la centralissima Locanda 4 Cuochi (via Alberto Mario 12) - gestita da allievi di Giancarlo Perbellini -, ottimo compromesso fra tradizione e innovazione con una carta dei vini molto ben ragionata.

Il dopocena

Se il giorno dopo andrete in fiera è meglio andare a dormire. Se invece avete la mattinata libera (o se siete degli irriducibili) andate in Piazza delle Erbe, una delle più belle piazze del mondo oltre che epicentro della vita notturna veronese. Anche il popolo del Vinitaly si da appuntamento qui, perché è una zona pedonale centralissima e piena di bei locali aperti fino a tardi. The place to be è il Casa Mazzanti Caffè, proprio di fronte alla colonna di marmo che sorregge il leone di San Marco.

In questa piazza, tra una chiacchiera e un gin tonic - bevuto rigorosamente in piedi - potreste ricordarvi che la vita è qualcosa di meraviglioso (ma sa essere anche tragedia e dolore, se non avrete seguito almeno alcuni dei nostri consigli).

Soundtrack: Verona beat dei Gatti di Vicolo Miracoli (https://www.youtube.com/watch?v=u3UgkKLhoH0&t=155s). Un piccolo gioiello del 1979 di questo gruppo di cabarettisti/musicisti veronesi (Jerry Calà, Franco Oppini, Nini Salerno e Umberto Smaila, che poi è il cantante solista). Per l'occasione ve lo proponiamo nella versione utilizzata nei titoli di testa del surreale film Arrivano i Gatti dei Fratelli Vanzina (1980), dove i nostri la cantano mentre girano in bici nel centro di Verona.