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Manualetto popolare del Viticultore

Un compendio delle buone pratiche da seguire per ottenere il meglio dalle proprie vigne.

Era il 1898 quando Luigi Cataldi scriveva questo libro "dedicato specialmente ai viticultori delle Colline Tortonesi".

Il libro, di un centinaio di pagine, è stato ripubblicato da Edizioni del Capricorno in un'edizione fiori commercio riservata al Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi Terre Derthona.

Suddiviso in quattro capitoli analizza innanzitutto il clima e il terreno dei Colli tortonesi per poi concentrarsi sull'impianto del vigneto e sulla sua coltivazione nonché, da ultimo, sulle avversità della vite.

Oggi buona parte di quei consigli è superato grazie alle nuove tecnologie e ai progressi che la scienza, anche in campo enologico, ha fatto. Ma rimane interessante notare come già oltre 120 anni fa ci fosse, almeno in alcuni studiosi, la voglia di trasmettere le nozioni e di far progredire un mondo che era sicuramente più focalizzo al proprio sostentamento che alla qualità delle produzioni.

È un testo che mostra uno spaccato di come era l'agricoltura e la viticoltura a fine Ottocento. Possiamo così apprendere come il costo della manodopera, a quei tempi, era significativamente differente tra uomo e donna: un'ora lavorata da un uomo veniva pagata, in Lire, tra 1,5 e 2 mentre se lavorata da una donna il prezzo, sempre in Lire, era compreso tra 0,60 e 0,80. Un quintale di letame costava Lire 1,00 e il trasporto dello stesso 0.50 Lire. Per finire, poi da un dettagliato conto economico possiamo apprendere come il reddito che si ricavava da un vigneto ammontasse al 13% del capitale investito.


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