• Roberto Fazzina

Buon compleanno Barcellona!

Auguri enoici al club catalano (e per noi Catalogna vuol dire anche Cava...)

barcellona

Oggi il Barcellona FC festeggia l’anniversario della sua fondazione, e noi non potevamo mancare all’appello per fare gli auguri a uno dei club che più ci ha fatto divertire e (ahinoi!) soffrire. Memorabili partite internazionali, con Milan, Juve, Inter, Manchester United, Bayern ecc., o strepitosi Clásicos contro il Real Madrid, il rivale di una vita, in cui Crisitano Ronaldo e Leo Messi si son sfidati per anni per decidere a suon di gol chi fosse il più forte al mondo. Dal nostro punto di vista enoico vogliamo dedicare un brindisi al suo gioco spumeggiante, quindi non poteva essere che con delle bollicine, ma in questo caso non sarà con un nostrano Franciacorta o un blasonato Champagne, ma con la bolla più emblematica della Spagna, il Cava.


Pur essendo una Denominazione multiregionale, in realtà la stragrande maggioranza della produzione e le più prestigiose cantine provengono proprio dalla provincia di Barcellona, a soli 40 minuti di macchina dalla città, nella zona del Penedès, un'area dal clima mediterraneo e soleggiato. Il Cava è un metodo classico prodotto nella gran parte dei casi in versione bianco con il tradizionale blend di tre uve autoctone (xarello, macabeo e parellada) anche se possono concorrere altre uve. Nella versione rosé si utilizzano, tra le altre uve, trepat e pinot nero. Nato nella seconda metà del XIX secolo, il Cava per molto tempo venne venduto con il nome di Champagne, per approfittare della fama del prodotto francese, ma a prezzi molto più economici e con una qualità decisamente inferiore. Negli anni 70 del XX secolo, a seguito di una battaglia legale persa con i francesi, gli spagnoli dovettero cambiare il nome, e fu coniato il termine "Cava" che stava ad indicare le cantine sotterranee dove veniva affinato il vino. In realtà è stato anche grazie al cambio del nome che il Cava ha iniziato il suo successo commerciale, soprattutto all'estero, dagli anni 80, in quanto ha iniziato a delineare un sua specificità e peculiarità.


Pur non mancando di finezza, è un metodo classico mediterraneo, sicuramente con meno acidità rispetto agli Champagne o alle nostre classiche bollicine, come il Trento DOC o il Franciacorta, ma anche più esuberante e godurioso, spesso con una nota di frutta più marcata, caratteristiche che lo rendono molto versatile negli abbinamenti. Nonostante una grossa fetta della produzione sia rappresentata ancora da prodotti a basso costo e qualità non eccelsa, sono sempre di più le aziende (soprattutto medie e piccole) che hanno puntato sulla qualità e sull’eccellenza, oltre che sulla sostenibilità ambientale, come le cantine Agustí Torrelló Mata, Recaredo e Gramona, per citarne solo alcune tra le più rinomate. Negli ultimi anni ha iniziato ad affacciarsi anche in Italia e scegliendo bene ci sono bocce che possono dare grandi soddisfazioni a prezzi per tutte le tasche.


Alzando i calici vogliamo ricordare le parole di Manuel Vázquez Montalbán, grande scrittore catalano, fine gastronomo e soprattutto tifosissimo del Barça: “il Cava è la porta aperta alla fuga dello spirito”.