• Anita Croci

Estate chiama Sardegna

I vini delle vacanze. Il mare, il clima, la natura, il fascino delle tradizioni e non da ultimo le esperienze enogastronomiche: un bel mix che pone la Sardegna sempre ai vertici tra le mete per le vacanze

Terza regione più grande d’Italia, ricca di montagne e di boschi, di coste rocciose e spiagge vellutate, considerata un micro-continente per la varietà dei suoi ecosistemi, alla Sardegna non ci si può approcciare come fosse un’isoletta delle Cicladi: difficilmente la si potrà visitare tutta in lungo e in largo, salvo avere a disposizione molto tempo.

Noi abbiamo scelto di restare una settimana nell’estremo sud del Sulcis-Iglesiente, sconfinando a est quanto basta, anche per necessità logistica dell’aeroporto di Elmas, per visitare la splendida città di Cagliari. Qui si trova anche un’icona della ristorazione sarda: Sa Cardiga e Su Schironi, ovvero “la griglia e lo spiedo”, meritevole anche per la carta dei vini dove abbiamo scovato Li Sureddi Bianco di Antichi Vigneti Manca, il migliore assaggio della vacanza.

Chia è senza dubbio la località balneare più rinomata della zona. Da un lato le acque cristalline e i bassi fondali, che digradano dolcemente fino agli isolotti di Su Giudeu e di Cala Cipolla, raggiungibili anche dai nuotatori meno provetti per suggestive esperienze di snorkeling. Dall’altro, le spiagge dorate di sabbia finissima, incastonate tra le dune ricche di ginepri che contornano stagni dove nidificano numerose colonie di fenicotteri rosa, dominate dal faro di Capo Spartivento, dal quale prende il nome l’area marina che protegge questo scrigno di bellezza e biodiversità.

Abbiamo rinunciato volentieri alla vista mare e ai ristoranti per turisti preferendo il miglior pesce della zona: la Trattoria Da Angelo a Domus de Maria - comune amministrativo cui fanno capo le spiagge di Chia - meta irrinunciabile quanto difficile da prenotare. Non c’è una carta dei vini né una vasta scelta, ma non sarà difficile trovare un Vermentino di Gallura Docg o altri vini locali con cui passare una bella serata.

Spostandoci più a ovest, impossibile non citare Tueredda: un arenile bianco accecante in stile caraibico, con l’omonima isola di fronte e le isole Ferraglione da un lato e Capo Malfatano dall’altro a incorniciare un panorama spettacolare, ripreso da tante cartoline. Ambitissima, da qualche anno l’accesso è a numero chiuso. Vale la pena inoltrarsi anche tra gli sterrati dell’affascinante Capo Malfatano, per cogliere tutto il fascino di questo golfo facendo tappa al Riccio Bianco, ristorante con la posizione più bella di tutta la costa, anche solo per un aperitivo al tramonto.

La strada costiera SP71 prosegue verso Teulada in un saliscendi a picco sul mare che lascia incantati a ogni curva. A Capo Teulada le escursioni di gruppo o i taxi boat privati permetteranno di raggiungere un’altra perla di questa costa: la baia di Porto Zafferano e i suoi mille toni di azzurro. Ci si può arrivare solo via mare nel periodo estivo, in quanto la spiaggia si trova nell’area del poligono militare.

Il mare è un incanto totalizzante, che non merita assuefazione. Per questo talvolta ce lo siamo lasciati alle spalle, verso i silenzi assolati dell’entroterra, fitto di olivastri, lentischi e corbezzoli, che profuma di macchia mediterranea, dove lo sguardo abbraccia campi, vigne e boschi. Qui, un’alternativa di sicuro fascino sono le Grotte di Is Zuddas, nella roccia calcarea del Monte Meana, caratterizzate da spettacolari eccentriche di aragonite. Dopo la visita, merita una sosta anche la trattoria, che permette di immergersi nella cucina di terra, espressione delle tradizioni più antiche, in compagnia di un Carignano del Sulcis Doc.