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La Pergola Caremese

  • Immagine del redattore: Paolo Valente
    Paolo Valente
  • 13 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Antica forma di allevamento della vite, la Pergola Caremese è figlia di un’economia di sussistenza.

Pergola Caremese

Carema è la patria di una forma di allevamento delle vite che viene dal passato e che ancor oggi alcuni eroici viticoltori mantengono e restaurano: la Pergola Caremese.

La Pergola Caremese si distingue da quella trentina per la differente conformazione della sua parte superiore, la topia, e per la disposizione dei rami delle viti.

La Pergola Caremese faceva parte e organizzava la vita di Carema e dei suoi abitanti che erano costretti a convivere con un territorio aspro e ripido che solo il lavoro di tante generazioni è riuscito a rendere coltivabile. Creare dei terrazzamenti sui pendii scoscesi era fondamentale per poter coltivare; questi venivano preparati dissodando il terreno e riportando terra fertile; le pietre recuperate servivano per la realizzazione dei muri a secco e dei “pilun”, i sostegni in pietra e calce che sorreggevano le pergole.

Le pergole sono appunto sostenute da pilastri di pietra e calce sormontate da una pietra incisa a U sopra una griglia di pali di legno che sostengono i tralci della vite. Il legname, castagno, necessario per la loro realizzazione era ricavato dal bosco abitualmente di proprietà di chi possedeva anche il vigneto.

Il grande vantaggio della pergola era che il terreno sottostante poteva essere utilizzato per la coltivazione di altre essenze, sempre legate alla sussistenza della famiglia: ortaggi, patate o semplicemente erba per l’alimentazione invernale delle mucche. I capi di bestiame erano, infatti, fondamentali nell’economia di una famiglia: fornivano latte e quindi formaggi, carne e anche letame usato per la concimazione della vigna.

A margine di ogni vigneto vi era una piccola zona dedicata alla coltivazione del salice i cui flessibili rami erano (e sono tutt’ora) utilizzati per la legatura dei tralci della vite alle pergole.

Una vera e propria economia circolare dove tutto era realizzato in funzione dell’eliminazione di ogni spreco, nell’utilizzo di tutte le risorse, generalmente poche, che la natura metteva a disposizione.

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