• Paolo Valente

Siccità e caldo obbligano ad un anticipo della vendemmia

I vignaioli si trovano costretti ad anticipare la data di inizio della vendemmia.

In quest’anno di grande caldo e di siccità i vignaioli sono costretti a correre ai ripari e a cambiare il calendario vendemmiale; Coldiretti stima un anticipo di due settimane rispetto all’anno precedente con una perdita di circa il 10% sulle quantità raccolte proprio a causa della siccità.

La situazione, ovviamente, non è omogena in tutte le aree anche in dipendenza dalle differenti tipologie di terreni su cui poggiano i vigneti.

La stagione era iniziata bene e lasciava presagire una vendemmia nei tempi usuali ma il repentino cambio di clima ha costretto a ripensare il calendario delle raccolte.

Matthieu Taunay, enologo di Monteverro, nota azienda maremmana, sintetizza bene l’andamento stagionale: “La stagione era partita benissimo con un bell’inverno, le giuste piogge e ottime temperature, con anche una pioggia primaverile perfetta per aiutare la crescita vegetativa. Il resto della primavera invece è stato caratterizzato dalla siccità, con un conseguente arresto vegetativo abbastanza precoce per piante, ma con un bell’equilibrio tra la resa (i grappoli) e l’apparato fogliare. L’inizio estate è stato decisamente caldo. Le piante piano piano sono andate in sofferenza e soprattutto c’è stata un’accelerazione dell’invaiatura e di conseguenza della maturazione. Alla luce di queste considerazioni, la vendemmia sarà anticipata ma complessivamente equilibrata. La sfida come sempre è trovare il momento giusto per la raccolta”.

Il Consorzio Franciacorta ha dato il via alla vendemmia già dal 1° agosto mentre alcune realtà siciliane hanno già raccolto almeno una parte delle proprie uve. In Toscana si parla di iniziare le operazioni vendemmiali già nei prossimi giorni o comunque entro Ferragosto. Anche i vignaioli piemontesi inizieranno verso metà agosto.

In aggiunta alla già precaria situazione determinata dal caldo e dalla siccità, alcuni vigneti sono stati colpiti anche da fenomeni estremi (piogge torrenziali, grandine e forte vento) che hanno interessato specifiche aree del Paese. Nei giorni scorsi, ad esempio, alcune zone dell’Oltrepò Pavese sono state fortemente interessate dalla grandine con perdite vicine all’80%.