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Verdicchio, il grande bianco delle Marche

Immagine del redattore: Paolo Valente
Paolo Valente
11 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Tra storia, identità e longevità, il Verdicchio è uno dei vitigni più interessanti d'Italia.

Verdicchio
Photo Credit: www.imtdoc.it

La storia

Le origini del Verdicchio si perdono nei secoli e, come spesso accade per molti vitigni italiani e non solo, sono avvolte da un alone di incertezza. Le prime testimonianze della sua presenza risalgono all'epoca romana, ma è nel 410 d.C. che il vino prodotto nell'area dei Castelli di Jesi entra nella storia: secondo la tradizione, Alarico, re dei Visigoti, fece tappa in queste terre per rifornire il proprio esercito di un vino ritenuto capace di restituire forza ed energia ai soldati.

Il nome Verdicchio poi compare per la prima volta in un documento del 1569, mentre pochi anni più tardi un notaio lo cita in riferimento a un vitigno coltivato a Matelica. Alcune testimonianze ancora più antiche confermano comunque una presenza consolidata della varietà già nel XV secolo. Nell'Ottocento l'ampelografo Giuseppe Di Rovasenda lo definì il miglior vitigno marchigiano, riconoscendone l'eccellenza e il forte legame con il territorio.

Dal punto di vista genetico, studi condotti nel 1991, hanno evidenziato l'identità con il Trebbiano di Soave, noto anche come Trebbiano di Lugana.

L'origine del nome sembra derivare dalle sfumature verdoline che gli acini presentano anche a piena maturazione.

Le caratteristiche

Il Verdicchio è uno dei vitigni bianchi più versatili del panorama italiano. Si presta infatti alla produzione di vini fermi, spumanti, passiti e vendemmie tardive. La spumantizzazione iniziò già nel 1857 grazie a Ubaldo Rosi, mentre i primi vini ottenuti con la maturazione in legno risalgono agli anni Novanta del Novecento.

Il termini generali, nel calice, il Verdicchio si presenta con un colore giallo paglierino intenso, che con l'evoluzione assume riflessi dorati senza perdere le tipiche sfumature verdoline. Il bouquet offre profumi di fiori bianchi, mela, pesca e agrumi, ai quali si aggiungono, con l'invecchiamento, eleganti sfumature erbacee e minerali. Al palato spiccano freschezza e sapidità, sostenute da una buona persistenza e dal caratteristico finale di mandorla amara. La raccolta anticipata privilegia profili più agrumati e floreali, mentre una maturazione completa esalta note di frutta matura, erbe aromatiche e mandorla. Grazie alla sua naturale vocazione all'evoluzione, il Verdicchio conferma una straordinaria capacità di durata nel tempo.

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