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  • Paolo Valente

PIWI: in Emilia-Romangna nasce il Consorzio Vitires

Al via un importante progetto per la creazione e la sperimentazione di vitigni resistenti da uve autoctone emiliano-romagnole

Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico e il Centro di ricerche Ri.Nova, hanno costituito il Consorzio Vitires, ente che ha l'obiettivo di dare vita alla sperimentazione e ricerca che porti alla realizzazione di Vitigni Resistenti Emiliano-Romagnoli anche detti vitigni PIWI (dal tedesco pilzwiderstandsfähige). Vedi anche il nostro "Speciale PIWI".

Attualmente i vitigni PIWI utilizzati in Italia provengono tutti da sperimentazioni effettuate presso l’università di Friburgo e derivano da incroci con vitigni internazionali.

Il programma di miglioramento genetico condotto dal Centro di ricerche Ri.Nova vede invece lo studio di nuove varietà resistenti partendo da 16 vitigni regionali: Trebbiano romagnolo, Sangiovese, Albana, Grechetto gentile, Lambrusco Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Ancellotta, Lambrusco Salamino, Bombino bianco, Terrano, Famoso, Trebbiano modenese, Lambrusco Maestri, Lambrusco oliva, Malvasia di Candia aromatica e Lambrusco Marani.

I campi sperimentali si trovano nel Polo vitivinicolo di Tebano nel comune di Faenza (RA); sono già stati eseguiti oltre 700 incroci e sono in corso le valutazioni per verificarne la resistenza a patogeni come oidio e peronospora oltre che l’adattabilità al territorio anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto. Altro fattore di discrimine sarà la potenzialità enologica rispetto alle uve tradizionali. L’obiettivo è quello di ottenere le prime varietà dal 2026.

Il nuovo consorzio rappresenta il 70% delle uve prodotte in Emilia-Romagna e l'11% a livello nazionale e nasce dalle esperienze già maturate dalle cantine partecipanti in programmi similari che hanno coinvolto anche la fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige.

Al consorzio Vitires verrà affidata la gestione delle nuove varietà locali dei vitigni PIWI tramite l'integrazione e il coordinamento della filiera con lo scopo primario di coordinare e ampliare programmi di ricerca e sperimentazione al fine di ottenerne cloni resistenti alle malattie fungine e adatti alla coltivazione nel territorio emiliano-romagnolo.

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