• Giovanni Tronchin

Quel peripatetico di Aristotele

Nato il 17 giugno di 2406 anni fa, celebriamo uno dei più grandi maestri della filosofia. Un pensatore con i piedi per terra e con il cervello sempre in movimento.

Premettiamo subito, per chi non lo sapesse, che "peripatetico" non è da intendersi in modo canzonatorio nei confronti dell'immenso filosofo, chi si permetterebbe mai! Ma vuole essere un rimando alla scuola fondata dallo stesso Aristotele, dopo la rottura e l'uscita dall'Accademia di Platone, chiamata "PERIPATO", cioè la passeggiata, perché Aristotele e i suoi discepoli discutevano camminando. Perché il suo era un sapere in movimento, errante.

E lo faceva con i piedi per terra, come ben rappresentato dal famoso affresco di Raffaello "La Scuola di Atene" (1509-1511, Musei Vaticani), che abbiamo scelto come immagine di copertina. Perché a lui interessavano le cose di questo mondo.

Forse con Aristotele ci troviamo di fronte alla prima vera risposta a una domanda ambiziosa: cos'è la filosofia?

Non a caso con lui si supera la realtà, si va oltre la natura, al di là della fisica, come promette e premette già il titolo della sua opera principale, la METAFISICA. Con lui si affrontano i problemi dell'origine dell'essere, problemi praticamente ancora irrisolti. Lui darà le prime risposte.

Ma procediamo con ordine. Aristotele nasce nel 384 a.C. a Stagira (nell'odierna Macedonia). Discepolo di Platone, precettore di Alessandro Magno, fu tra le figure più importanti del pensiero filosofico occidentale, dotato di una mente universale e di un sapere trasversale che comprendeva le arti, la scienza e la logica. Con lui l'uomo diventa consapevolmente animale razionale, sociale e politico.

La sua risposta all'ambiziosa domanda è che all'origine di tutto c'è la meraviglia, lo stupore degli esseri umani davanti alle cose e ai fatti del mondo e proprio da questo impulso ha origine il filosofare, il fare ricerca, il cercare la verità.

Un po' come noi quando stappiamo una bottiglia che ci sorprende! E' con questo sentimento che iniziamo a indagare la realtà senza pensare ai fini pratici, ma spinti solo dalla voglia di sapere. La filosofia non ci serve per imparare a degustare i vini, ma per conoscerne la bellezza gratuita.

Per questo rendiamo oggi omaggio ad Aristotele, nato oltre duemila anni fa, ma attualissimo come spirito, con la sua volontà di non fermarsi all'aspetto materiale, ma di cercare l'essenza delle cose.

Con i suoi concetti di forma, materia, atto, potenza, gli attributi e le categorie ha letteralmente costruito i pilastri del nostro pensiero. Il suo principio di non contraddizione e i suoi sillogismi ci hanno insegnato a ragionare. E potremmo andare avanti all'infinito a ricordare i debiti culturali che abbiamo nei confronti di Aristotele.

E allora, a questo punto, preferiamo semplicemente dedicargli, riconoscenti, un brindisi simbolico, ringraziandolo per tutto il sapere che ci ha trasmesso e per la sua attività.

Rendiamogli dunque omaggio con un sillogismo da osteria:

A tutte le persone di sani principi piace il vino. Ai lettori di Zenomag piace il vino. I lettori di Zenomag sono persone di sani principi.

E se ci fosse un vino ispirato ad Aristotele, se qualcuno non lo avesse già fatto, lo chiameremmo idealmente ALETHEIA (verità), o THAUMA (meraviglia) o ancora LOGOS (ragione).