• Giovanni Tronchin

Zeno Raboso e la castagnata

Trentaquattresimo capitolo del nostro romanzo a puntate dedicato alla vita e alla formazione enologica di un lavoratore e bevitore.

(capitolo precedente)

In autunno cadono le foglie e i marroni, nel senso delle castagne. Inoltre, durante i weekend è tutto un proliferare di feste e rassegne enogastronomiche dedicate ai sapori autunnali. Zeno Raboso adorava l'autunno, ma solo il primo mese: per lui il periodo più bello di questa stagione durava fino alla metà di ottobre. Le temperature erano gradevoli e di giorno si potevano ancora organizzare delle belle gite e godersi i raggi tiepidi del sole e la luce magica che creavano. Era il periodo della vendemmia, del mosto e delle castagne, che a Zeno piacevano abbrustolite sulla classica padella forata. A Ester, la sua compagna, invece piacevano bollite e poi, una volta sbucciate, immerse in una scodella di latte freddo. A Zeno però questo modo di consumare le castagne era sempre sembrata una cosa insensata e spesso creava motivi di aspre discussioni all'interno della coppia. Le castagne per Zeno erano una vera passione.

Quand'era ragazzo, nella seconda metà degli anni novanta, aveva l'abitudine di trascorrere interi pomeriggi al bar con gli amici a mangiare le caldarroste, bere vino rosso e giocare a carte. Da bambino, con suo papà era andato qualche volta a raccogliere castagne nei boschi della fascia pedemontana. Nonostante le raccomandazioni dei grandi e i guanti, Zeno si pungeva continuamente le mani, soffocando sul nascere le imprecazioni per non farsi sentire da suo papà, che invece non si faceva troppi problemi in questo senso.

Negli ultimi anni la Proloco del paese aveva dato il via a un tradizionale appuntamento autunnale, la Castagnata. Si trattava di una gita organizzata, con tanto di pullman, per andare a raccogliere castagne e passare un'allegra giornata a Combai, in occasione della tradizionale Festa dei Marroni. Combai si trova nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che sono diventate Patrimonio dell'Unesco. In questo piccolo borgo in provincia di Treviso, nella fascia prealpina, si estendono secolari castagni, ma anche antichi vigneti di Prosecco e Verdiso, un vitigno a bacca bianca autoctono di questa zona a nord di Treviso.

Alla Castagnata partecipava sempre molta gente e non era sempre possibile soddisfare tutte le adesioni. La gita prevedeva un fitto programma, che iniziava la domenica mattina presto in piazza, dove la Proloco per l'occasione allestiva uno stand con bar all'interno, che alle 8.00 del mattino serviva già panini col salame, uova sode e bicchieri di vino. Per le signore non mancavano cappuccini e brioches.

Dopo la colazione era prevista la partenza e in poco più di un'ora, traffico permettendo, si sarebbe raggiunta la località di Combai. All'arrivo passeggiata nei boschi a caccia di castagne e a seguire pranzo in paese tra le bancarelle dei mercatini. Pomeriggio libero a zonzo nel borgo e ripartenza per casa alle 17 in punto.

Il parroco del paese di Zeno non era molto felice di questa iniziativa, perché la partenza di domenica mattina "rubava" un sacco di fedeli alla messa. E poi quello stand a pochi passi dal sagrato rappresentava una comoda tentazione.

L'anno precedente proprio Zeno era stato richiamato dal sagrestano perché stava raccontando a voce troppo alta delle barzellette poco edificanti e in chiesa si sentiva tutto!

Quella domenica mattina partirono su due corriere piene circa cento persone di tutte le fasce d'età. A metà strada, su richiesta di un paio di settantenni, i due mezzi si dovettero fermare per una sosta tecnica alla toilette presso una stazione di servizio a Ponte della Priula. Doveva essere una cosa veloce, ma un gruppo di giovani decise comunque di scendere dall'autobus e improvvisare un banchetto a base di affettati misti e prosecco, che avevano portato da casa. In molti aderirono all'iniziativa, tra le lamentele di chi non apprezzò per niente questo ritardo imprevisto nel programma.

Quando arrivarono a Combai erano le 11 del mattino e c'era un bellissimo sole. Tutti armati di guanti e cestini, la comitiva si sparpagliò nell'area boschiva a caccia di marroni. Zeno era con Ester e altri amici e trovarono anche molti funghi porcini. Verso le 13, stanchi e affamati, ritornarono per il pranzo nello stand enogastronomico.

Zeno si precipitò subito alla cassa per controllare il menù e ordinare prima che lo facessero tutti gli altri in massa. Prese grigliate imperiali, stinchi al forno, funghi, polenta e, ovviamente, vari piatti a base di castagne.

Per il vino, vincendo le resistenze di chi avrebbe preferito il rosso, Zeno ottenne di prendere prosecco per tutti. Però grande fu il suo sbigottimento quando gli dissero che il vino lo vendevano solo in lattine da 33 cl (approfondisci con il nostro articolo).

"In lattina?" chiese urlando Zeno. Nel frattempo l'occhio gli cadde su due ventenni che brindavano felici con due coloratissime lattine di prosecco. Zeno era confuso, gli sembrava una situazione surreale, comunque, nel dubbio, ordinò una cassa di lattine.

Il pranzo e il resto della giornata furono inevitabilmente segnati dalla discussione del momento sul vino in lattina. Sì profilò subito uno scontro generazionale tra i giovani, favorevoli a questa novità, e i meno giovani che iniziarono con discorsi nostalgici della serie "si stava meglio prima...".

A Zeno il vino in lattina sembrava più leggero e non controllò il numero di lattine consumate. Aveva ascoltato i pareri di tutti e ora voleva dire la sua, in un clima all'interno dello stand che ricordava l'October Fest a Monaco di Baviera. Ma come provò ad alzarsi per prendere parola, sentì improvvisamente la botta di alcol salirgli alla testa. Sì autocontrollò senza dare nell'occhio e, mentre tutti pendevano dalle sue labbra, gli uscì semplicemente: "Scusate, sapete dov'è il bagno?".

(continua)