• Raffaele Cumani

Matelica vs Jesi: sfida al vertice sul verdicchio.

Monacesca e Villa Bucci, i campioni del grande bianco delle Marche a confronto.

Verdicchio di Matelica e Jesi a confronto con Monacesca e Villa Bucci
Tre annate di verdicchio di Matelica e Jesi, rispettivamente Monacesca e Villa Bucci

Ampelio Bucci e Aldo Cifola, per chi non li conoscesse, sono i due padri nobili del verdicchio. O almeno di quello concepito come vino bianco di grande qualità. Villa Bucci e Monacesca sono le due aziende che, per prime, hanno creduto nelle potenzialità dell’uva marchigiana rispettivamente nei territori dei Castelli di Jesi e di Matelica. Parliamo di vignaioli che, ispirandosi ai grandi bianchi d’Oltralpe, si sono smarcati da una produzione standardizzata.


Siamo negli anni ’80 e il verdicchio, come la grande maggioranza dei bianchi italiani, è un vino venduto a basso prezzo, con bassa gradazione e poca complessità, da consumarsi giovane entro l’anno. Ecco l’approccio visionario: partire da presupposti esattamente contrari e lavorare su estrazione, gradazione e vini che migliorano con gli anni. Una rivoluzione. La convinzione che il verdicchio, essendo un’uva non aromatica, dia vini tanto più interessanti quanto più li si aspetta nel tempo quando sviluppano i cosiddetti sentori terziari.


I territori sono molto vicini, ma con grandi differenze. Luogo di culto per gli esteti del calcio e gli amanti della Nazionale (ne abbiamo già parlato, ma questo è un altro discorso…), il territorio di Jesi ha valli aperte che guardano verso l’Adriatico e ne godono dell’influsso. Matelica è invece circondata dalle montagne, un catino ricoperto nell’antichità da acque salate. Il clima continentale dà maggiori escursioni e fa sì che si vendemmi anche venti giorni dopo lo jesino.


I vini ne sono la conseguenza. Lo abbiamo verificato nella bella degustazione in occasione del Mercato dei Vini FIVI con tre annate a confronto, occasione in cui Ampelio Bucci è stato peraltro premiato come vignaiolo dell’anno. Sia per il verdicchio che per i riserva Matelica si esprime con un accento maggiore sulla potenza, con corpo e sensazioni saline più spiccate. Jesi va più sulla verticalità. La cosa diventa più evidente con l’età. Dove negli assaggi del Riserva Mirum Monacesca del 2012 il colore è dorato, la bocca opulenta e spiccano note di idrocarburi, il Riserva Villa Bucci 2012 ha minori aspetti evolutivi e resta maggiormente verticale e sui toni speziati.


Diversità dunque, ma fattori comuni. La medesima concezione e qualità. Eleganza, slancio, freschezza, sapidità, piacevolezza e grande potenziale d’invecchiamento, aspetto ancora mai banale per i bianchi italiani.