• Paolo Valente

Vinitaly: i nostri assaggi

Si è chiusa la 54° edizione di Vinitaly, manifestazione sempre più orientata al business.

Vinitaly 2022 ha registrato il record storico di incidenza di buyer stranieri in rapporto al totale ingressi: i 25.000 operatori stranieri da 139 Paesi rappresentano infatti il 28% del totale degli operatori arrivati in fiera. Il tutto al netto della fortissima contrazione degli arrivi da Cina e Giappone, oltre che dalla Russia.

Per il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese non nasconde la sua soddisfazione: “Guardiamo ora al 2023 con un evento ancora più attento alle logiche di mercato e alla funzione di servizio e di indirizzo della nostra fiera in favore di un comparto che abbiamo ritrovato entusiasta di essere tornato a Verona dopo 3 anni”.

Dal canto nostro abbiamo riscontrato un buon grado di ottimismo tra gli operatori che si sono dichiarati soddisfatti dei risultati non senza sottolineare le incertezze per il futuro.

Abbiamo girato in lungo e in largo per i padiglioni alla ricerca di novità o di prodotti da segnalarvi.

Di Vinitaly e su come approcciarlo ne avevamo già parlato; ecco dunque una breve, brevissima, carrellata degli assaggi che ci hanno maggiormente colpito, così senza un ordine preciso.

Partiamo dalla prima DOCG d'Italia dedicata ad un vitigno a bacca bianca, l'Albana di Romagna: abbiamo assaggiato un eccellente Passito di Bissoni. Dal dolce alle bollicine: abbiamo particolarmente apprezzato il trentino brut Nature Maso Alesiera di LeVide. E poi i rossi: dalla Lombardia un vino della tradizione, il Marc'Antonio di Tenuta Travaglino, dal Veneto un elegante Refosco di Villa Bogdano e il Pinot Nero Roccolo di Serafini & Vidotto. Concludiamo con un taglio bordolese maremmano: il Terra di Monteverro di Monteverro.