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Cancer Plan, la soddisfazione degli imprenditori e delle organizzazioni di categoria

Unanime il giudizio positivo del mondo del vino sulla cancellazione dei riferimenti al cancro sulle etichette

Imprenditori e organizzazioni di categoria (oltre che le istituzioni) esprimono la loro soddisfazione sullo scampato pericolo. L’etichettatura del vino (e delle sostanze contenenti alcol) avrebbe rappresentato oltre che una forzatura, un freno al consumo.

Tutti d’accordo su migliorare le indicazioni per il consumatore circa il bere responsabile evitando ogni forma di abuso, abuso che, per il mondo del vino, è estremamente ridotto.

Ignacio Sánchez Recarte, segretario del Comitato europeo imprese del vino, che rappresenta l'industria vinicola Ue, sintetizza la decisione del parlamento europeo "Il testo adottato fa ora la fondamentale differenziazione tra consumo dannoso e consumo moderato, raccomanda inoltre di condividere con i consumatori informazioni sul consumo moderato e responsabile invece di promuovere l'uso di avvertenze sanitarie ingiustificate, quindi accogliamo con favore la relazione modificata".

È una vittoria dell'Italia, della nostra economia e delle nostre tradizioni di fronte a ripetute offensive che costituiscono una minaccia per le nostre eccellenze alimentari che dovrebbero essere tutelate e non vessate" questo il commento di Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo l'Associazione dei consorzi vitivinicoli lombardi. "La salute - ha sottolineato - non si tutela demonizzando un singolo prodotto, ogni prodotto se consumato in dosi eccessive può nuocere, ma educando alla conoscenza ed al consumo, soprattutto se ci riferiamo ad eccellenze legate alla cultura e allo stile di vita del Made in Italy. Parliamo di un comparto che non solo sostiene le comunità rurali della nostra Lombardia e Italia, ma rappresenta anche la prima voce dell'export agroalimentare europeo”.

Domenico Zonin, presidente dell'omonima azienda veneta che rappresenta una delle più importanti proprietà vinicole nazionali commenta: "Il Parlamento europeo ha agito bene, distinguendo l'uso dall'abuso di bevande alcoliche, perché questa è una questione fondamentale. Porre un semaforo sugli alimenti, definendo cosa è salutare e cosa non lo è in maniera aprioristica pone una serie di problemi: chi decide e su quali basi quanto siano salutari gli alimenti? Ogni cosa, presa in quantità eccessive, non fa bene. È questo il punto, l'unico punto da considerare per la valutazione alimenti. Tutto il comparto è dell'idea di lavorare contro l'abuso e gli eccessi, quindi il correttivo è giusto. Anche perché il consumo moderato di vino è previsto nella dieta mediterranea, che è un regime alimentare sano e in quanto tale va protetto".

Il presidente di Alleanza Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri, sottolinea come una certa logica di estrema semplificazione delle informazioni da comunicare al consumatore non sia ancora sconfitta. "Resta comunque fondamentale rimanere vigili sulle strategie che l'Europa è pronta a mettere in pratica: dalla Farm to Fork alla Strategia sulla biodiversità alla revisione dei sistemi di etichettatura e al Nutriscore, solo per citare i principali, avranno un impatto non trascurabile sulle filiere agroalimentari dal vino alle carni rosse". Secondo Mercuri "le linee strategiche della Commissione rischiano infatti di tradursi molto presto in atti normativi, con un approccio finora apparso tutt'altro che equilibrato tra le varie istanze. Non resta che sperare che il Consiglio possa fare la sua parte e correggere il tiro".

Pensa all’impatto economico che si sarebbe creato senza l’approvazione degli emendamenti Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, "l'impatto sarebbe stato devastante; se pensiamo che solo il settore del vino fattura 13 miliardi di euro. Tra l'altro, per il vino il 2021 è stato un anno importante, di crescita, in cui le aziende hanno continuato a crescere nelle esportazioni". Il danno sarebbe stato colossale "pensando al settore della birra e in generale degli spirits. Credo che oggi veramente si sia scampato un danno rilevante economico al Paese". E ancora qualche considerazione sull’ormai famigerato Nutriscore "Un altro bel segnale è il fatto che non si sia data un'identificazione con un colore ai prodotti dell'agricoltura. Noi ovviamente siamo contrari al Nutriscore da sempre. Come in Italia riteniamo che il modello debba basarsi non su calcoli algoritmici ma su evidenze scientifiche, su quello che si mangia ogni giorno, e quindi questa è l'ennesima dimostrazione che il modello Nutriscore probabilmente è molto facile e molto intuitivo, ma è molto sbagliato".

"Oggi possiamo dire che hanno vinto le ragioni dei produttori e che è stata riaffermata la bontà della dieta mediterranea, la quale prevede, fra l`altro, un uso moderato di vino durante i pasti e secondo quantità raccomandate" sottolinea il presidente di Copagri Franco Verrascina, ricordando che "il vino, grazie al suo elevato contenuto di polifenoli, contribuisce, quando consumato con moderazione nell`ambito di una dieta mediterranea regolare e bilanciata, ad aumentare il cosiddetto `colesterolo buono` e a prevenire le malattie cardiovascolari. Con le modifiche apportate, inoltre, si va contestualmente a rafforzare l’importanza di puntare con sempre maggiore decisione sull’educazione alimentare e sul consumo moderato e consapevole, dando al contempo una stoccata al Nutriscore, a tutto vantaggio del Nutrinform, il sistema a batteria proposto dall’Italia per informare e tutelare il consumatore".