• Paolo Valente

Giornata Mondiale del Picnic

Il 18 giugno si celebra la voglia di trascorrere del tempo all’aria aperta

Il nome picnic deriva dal francese: piquer “spizzicare” e nique “qualcosa di piccolo”. Sembra che nasca come contrapposizione ai pasti formali e sottoposti ad una rigida etichetta degli aristocratici del 1600 e quindi come esigenza di qualcosa di più informale da consumarsi all’aria aperta, su un bel prato.

Oggi il picnic è diventata una tradizione per tanti, quasi un rito che, anche decisamente informale, necessita comunque di una certa attenzione nella preparazione del cibo e nell’abbinamento con il vino. E parlando di vino occorre fare una doverosa premessa: attenzione alle temperature di servizio! Se la giornata fosse particolarmente calda i vini potrebbero scaldarsi troppo e vanificare i nostri sforzi. Quindi dotiamoci di borse termiche e una buona dotazione di elementi refrigeranti, le classiche mattonelle blu.

Cerchiamo allora a fare qualche ipotesi di abbinamento con alcuni dei possibili cibi da picnic.

Potremmo iniziare il nostro picnic con dei muffin salati, al formaggio e prosciutto oppure al pomodoro e mozzarella. Non mancheranno poi le torte salate o le frittate di verdure, facili da fare, da porzionare e da mangiare. Oppure le crocchette di patate o i fiori di zucca ripieni e fritti. E perché no, affettati e formaggi misti. Abbiamo bisogno di un vino fresco e leggero, con un po' di effervescenza che aiuti a sgrassare la bocca; potremmo abbinare un vino frizzante come il Pignoletto DOC Frizzante Perditempo, Terre Rosse Vallania o un metodo ancestrale da uve PIWI come il Joh, Dellafiore oppure il Biēnch Sui Lieviti Metodo Ancestrale 2020, Tenuta Santa Lucia.

Poi probabilmente avremo una bella e fresca insalata di riso o di pasta, magari zucchine, pomodori e mozzarella, oppure un po' più impegnativo ma decisamente gustosissimo, un bel timballo di pasta da gustare solo appena tiepido (il sole estivo ci aiuterà nel servirlo alla giusta temperatura). Perché allora non abbinare un bianco fresco come il Vigneti delle Dolomiti IGT Kerner 2017, Pravis o un rosato fermo come il Vallagarina IGT Riflesso Rosi 2020, Eugenio Rosi oppure frizzante come l’Emilia IGT Lambrusco Rosato Frizzante Montelocco, Venturini Baldini.

Inizia poi il capitolo grigliata. Comporta un po’ di sforzo e un volontario che si sacrifichi ma che delizia per il palato. Un tripudio di costine e salamelle, fiorentine e tagliate o, volendo stare un po’ più leggeri, pollo e verdure. Qui, nonostante il caldo, un rosso è quasi d’obbligo. Sceglieremo un vino leggero da poter essere servito fresco, intorno ai 14° C come il Provincia di Pavia IGT Ultrapadum 2019, Bisi, un rifermentato in bottiglia da uve barbera e croatina, oppure un vino fermo come l’Alto Adige DOC Vernatsch Fass Nr. 9 2019, Girlan oppure la Barbera d'Alba DOC 2020, Trediberri.