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Golosaria 2022: i nostri assaggi

Si è conclusa da pochi giorni la 17° edizione: un ricco programma di incontri, degustazioni e premiazioni ha punteggiato le tre giornate della manifestazione

300 espositori di food, dai salumi ai formaggi, dalle farine ai panettoni, dalle confetture alle conserve hanno animato i padiglioni della fiera di MilanoCity per la gioia degli appassionati di food. L’area dedicata al vino ha invece raccolto cento cantine provenienti da tutta Italia. Un panorama quantomai variegato che ha consentito a noi di Zenomag di andare alla ricerca di prodotti interessanti e, a volte, inusuali.

Mara Galli ci porta in Piemonte alla scoperta di tre prodotti intimamente legati al territorio: una elegante Barbera d'Asti 2015 della Cantina cooperativa Vinchio-Vaglio, poi un grande vino da uve nebbiolo, il Barolo Fontanin 2018 di Livia Fontana e un moscato bianco vinificato secco: il Mò Frem 2021 di Emanuele Gambino.

Anche Paolo Valente rimane in Piemonte concentrandosi su due vitigni non particolarmente diffusi: ci parla dell’Albarossa 2019 de I Parcellari, un vitigno quasi scomparso ma in grado di dare ottimi prodotti, e, dalla zona del Gavi, il Caricalasino 2020 di Ghio; varietà dal nome quantomai bizzarro che altro però non è che la barbera bianca. Passando alla Lombardia, ecco uno Chardonnay dell'Oltrepò Pavese, il Rivone 2020 di Cordero San Giorgio. E per finire, un salto in Sardegna con un vermentino macerato, l'Arghentu sulle bucce 2021 di Alessandro Bocca.

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